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Il distretto agroalimentare del pomodoro in Campania
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Il distretto agroalimentare del pomodoro in Campania

by Redazione1 ottobre 2016

A cura di: Dott. Filippo Ispirato

Il sistema produttivo della Campania e della provincia di Salerno in particolare dovrebbe basarsi sempre di più negli anni a venire sulla produzione agroalimentare di qualità e sul turismo, elementi caratteristici che rendono unico il nostro territorio. Tra questi il pomodoro rappresenta, oltre che un simbolo della buona tavola, una fonte di reddito ed occupazione, tanto portare negli anni alla realizzazione sul nostro territorio di un distretto dell’industria agroalimentare, uno dei pochi distretti industriali presenti nel meridione d’Italia. Il “Distretto industriale agroalimentare Nocera-Gragnano”, come istituito e definito dalla delibera di Giunta Regionale n 59 del 1997, comprende un’area di 20 comuni tra le province di Salerno e Napoli, con una popolazione totale che si aggira attorno ai 400.000 abitanti e copre una superficie di circa 300 Km quadrati.

Caratteristiche distintive del territorio dell’agro sono la buona qualità del suolo, particolarmente fertile, e la costante e abbondante presenza di corsi d’acqua, che insieme permettono di ottenere, grazie al clima mediterraneo, un prodotto unico ed inimitabile per la sua qualità e le caratteristiche organolettiche: il prodotto più rinomato è il San Marzano Dop, il principe della cucina campana.

L’intera filiera produttiva comprende numerose aziende ( si aggirano attorno alle seimila compreso l’indotto) che si occupano di una serie di attività collegate tra loro, che vanno dalla coltivazione del pomodoro, al suo processo di trasformazione ed inscatolamento, a tutte le attività connesse di servizi accessori di trasporto e di distribuzione, oltre che di produzione di macchinari per le aziende conserviere.

Di sicuro il distretto agroalimentare rappresenta un fiore all’occhiello dell’economia campana e salernitana, ma ha ancora molto da fare per aumentare il suo giro d’affari e contrastare una concorrenza sempre più agguerrita, prima fra tutte quella cinese, anche attraverso la realizzazione di campagne di marketing mirate a promuovere il brand “pomodoro campano” all’estero. Si potrebbe creare, ad esempio, come già capita per altri prodotti del comparto alimentare come il vino o l’olio, dei “percorsi turistico gastronomici del gusto” nei territori e comuni del distretto, arricchendo l’offerta con musei didattici in cui è possibile visionare i vari processi di trasformazione dell’oro rosso.

Un oro che che crea valore anche grazie ai suoi scarti di lavorazione; con gli scarti di lavorazione, infatti, il CNR di Pozzuoli-Napoli è riuscito a creare una pellicola utilizzabile come telone, al posto di quella comune in plastica, da utilizzare per la copertura delle serre, totalmente biodegradabile che, una volta terminato il suo impiego, può essere utilizzato come fertilizzante.

 

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